Non è rabbia preventiva. Non è rifiuto ideologico. È lucidità.
La cosiddetta Barbie autistica lanciata da Mattel viene
presentata come un passo avanti verso l’inclusione.
Ed è proprio per questo che va guardata con attenzione
chirurgica. Perché gli stereotipi più dannosi oggi non sono
quelli violenti, ma quelli gentili.

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